Post atomic life

Sono come la città

in un tramonto di fuoco, sangue e polvere da sparo

Sono come la città

che cade a pezzi

vinta dalla guerra e dall’odio

vinta dagli errori umani

dalle perverse ambizioni e dai sogni di gloria

Sono come la città

dopo una pioggia di bombe

steso a terra inerme

con in testa il rumore dell’ultimo sparo

e negli occhi la voglia di non vedere più questo disastro

Pubblicato in:  on Novembre 17, 2009 at 11:23 am Lascia un Commento

Alibi

ECCO I MIEI PECCATI

STRAPPATI A UN DESTINO SBAGLIATO

ECCO LE MIE SCUSE

I MIEI NON SO

I MIEI FARO’

ANNULLO LO SCORRERE DEL TEMPO

IN GIORNI CHE SI RINCORRONO INUTILI

IDENTICI TRA LORO

NOIE PARALLELE

ATTIMI VUOTI DA BRUCIARE

ECCO I MIEI PECCATI

GIUDICATE LE MIE COLPE

EMETTETE LA DOLCE CONDANNA

ANNULLO OGNI SOGNO

NE FACCIO POLVERE PER DIMENTICARE

INSEGUO NUOVI ALIBI

INSEGUO NUOVO INVISIBILI ORIZZONTI

DIMENTICANDO ANCORA UNA VOLTA DI MANTENERE LE PROMESSE.

Pubblicato in:  on Maggio 5, 2009 at 11:41 pm Lascia un Commento

La possibilità di un sogno.

Senza far male

mi entri nello stomaco

ascolti pensieri e sensazioni

diventi padrona dei miei sogni

E allora vieni a vedere

quel posto che ancora non c’è

quel posto che progetto da sempre

vieni a vedere se ci sarà posto anche per te

Senza toccarti

ti sento accanto

mi scivoli addosso

in giorni che sembrano tutti uguali

E allora aspetto

aspetto che il vento cambi

e sento l’aria che mi graffia il cuore

e dolcemente muoio nel sogno

di portarti in quel posto che ancora non c’è

Pubblicato in:  on Aprile 5, 2009 at 11:04 pm Lascia un Commento

Requiem for a dead dream.

Nelle parole mai dette

e in quelle che non diremo mai

nei sorrisi mancati

nelle occasioni sprecate

negli orgasmi rubati

nei silenzi agghiaccianti.

E’ vivere senza vivere

è respirare senza aria

è urlare a bassa voce

Nei figli che non abbracceremo mai

nelle case che non costruiremo

nei sogni che non abbiamo mai nutrito

E’ in tutto questo che vivo e piango

la morte di un sogno.

Pubblicato in:  on Marzo 18, 2009 at 11:25 pm Lascia un Commento

Sottofondo

Sono il rumore che non senti più

sono steso tra le tue budella

rimbombo nella cassa toracica dei tuoi sogni spezzati

Sono il rumore della tua rabbia

sono l’eco delle tue grida

sono il pianoforte che non suoni più

sono un pizzico sulle corde di una chitarra rotta

sono il passo svelto che ti segue ovunque

Sono il rumore dei tuoi ricordi

sono lo straziante grido della tua infanzia

Sono dentro di te

sotto la tua pelle che cambia

sono nelle tue vene

scivolo via e ti rubo l’aria

Sono il suono che non senti più

ma che scalpita ancora

a volte mi chiamavi sogno

a volte mi chiamavi vita

Pubblicato in:  on Febbraio 25, 2009 at 10:19 pm Commenti (1)

Aria.

Come aria

riempi lo stomaco

ne fai quel che vuoi

tiri calci e pugni

fai sanguinare l’anima senza pietà

Come aria

indispensabile

pura

desiderata

riempi la testa e le vene

scorri dentro di me

viaggi tra ricordi e paure

Come aria sei

e adesso che sei tornata a scorrermi nelle vene

non avere pietà,

ti prego

fammi esplodere l’anima.

Pubblicato in:  on Febbraio 3, 2009 at 10:06 pm Lascia un Commento

Voracità

La noia mi morde dentro

tra notti di singhiozzi strozzati

e giorni tutti uguali

 

Sento freddo alle ossa

freddo sulla carne che trema

ghiaccio al centro dell’anima

in questo buco che non si riempie

 

Ti sento ancora

nascosto nelle viscere

indossi altre maschere

compri abiti diversi

 

Ma io ti sento ancora

vuoto dentro

che morso dopo morso

divori pezzi di speranza.

Pubblicato in:  on Settembre 9, 2008 at 10:57 pm Lascia un Commento

Epitaffio loffio.

Sono nato writer

e sono morto copy. (userei i puntini sospensivi ma l’etica professionale non me lo consente. sigh.)

La cacca tira.

Cacca d’autore davanti alle sede delle agenzie milanesi

Martedì notte le principali agenzie pubblicitarie milanesi, da Saatchi & Saatchi ad Ogilvy, da Lowe Pirella a McCann Erickson, sono state prese di mira da un’azione di guerrilla marketing. I creativi delle agenzie hanno trovato al loro ingresso in ufficio finti escrementi umani strategicamente posizionati sul marciapiede. La “merda” era firmata: “Unexpected ideas, unexpected couple. Produced by Art & Copy”. La coppia creativa, partendo dal bisogno primordiale dell’uomo di produrre e giocando sul doppio senso (ideativo/fisiologico) (“Create: have a motion”), ha voluto con questa operazione unconventional promuoversi presso i più importanti attori del settore creativo e pubblicitario.

(Tratto da dailyonline)

Accattatavillo. Volume 2.

Il secondo libro della casa editrice Ad est dell’Equatore: Airbag di Gianni Solla.

Io ho cominciato a leggerlo oggi e devo dire che Gianni Solla è proprio roba bbbbuona quando scrive.

Ps: Come al solito, io i tizi di questa casa editrice e l’autore non li conosco proprio e non mi assumo responsabilità legali per questa pubblicità.

Maurizio vive in una casa completamente vuota, lavora come programmatore in una software house, mangia solo cibi industriali, soffre di attacchi d’ira ed e’ vittima di una sessualità paranoide. Un guasto di un ripetitore della Telecom permette al suo televisore di ricevere l’audio delle conversazioni telefoniche degli abitanti del suo quartiere. Maurizio registra e cataloga i dialoghi, ne impara a memoria intere frasi e le usa per riconfigurare una propria nuova mappa emotiva. Viviana e’ obesa, e tutte le sere chiama il numero anti-violenza, sussurrando perché suo marito non la senta. Dal telefono al televisore di Maurizio: quelle telefonate diventano un’ossessione. Viviana diventa il suo Cristo con le bruciature di sigaretta sulle braccia, l’unica capace di redimerlo. La segue, ne traccia un profilo psicologico e, infine, si decide a incontrarla. Poi la morte del fratello di Maurizio, paralizzato a seguito di un incidente automobilistico, l’incontro con una squillo di lusso, il tango, i naziskin, una spirale di incastri narrativi.

Pubblicato in:  on Maggio 31, 2008 at 10:17 pm Commenti (1)

Ho portato il blog dal chirurgo plastico.

Gli ho rifatto le tette, le labbra e la veste grafica.

Bello eh?

Bello eh?

Bello eh?

Bello eh?

Magari se ogni tanto ci scrivessi pure qualcosa di serio e sensato sarebbe meglio.

Ma tanto di questi tempi conta piu’ il lookdi tutto il resto giusto?

Famme verè…

Vieni Silvio vieni, ca stamm scarz a munnezz…

E mo’ famm verè comm cazz a liev tutt sta munnezz…

E puortace pure a chella chiavica e Bossi, che quello il problema lo tiene proprio a cuore…

Pubblicato in:  on Maggio 17, 2008 at 6:17 pm Lascia un Commento

Accattatavillo.

Consigilio a tutti la lettura di questa raccolta di racconti, fresca fresca uscita in libreria

Ci tengo a precisare che io gli autori non li conosco proprio e che nessuno mi ha pagato per questa pubblicità.

I 7 peccati capitali per 7 racconti che affrontano ira, avarizia, superbia, gola, lussuria, accidia e invidia, lanciandosi in un viaggio a rotta di collo a bordo di un ottovolante senza cinture di sicurezza.
Dall’ironia di Angelo Petrella e Peppe Lanzetta alle profondità oscure di Riccardo Brun, dalle atmosfere inquietanti a tinte gialle di Maurizio De Giovanni alla prosa acida di Ciro Marino, dagli incubi alimentari di Luca Maiolino alle distorsioni psicologiche di Andrea Santojanni, il baraccone infernale di tutta colpa di dio procede velocissimo in un’eterna caduta libera nella metà oscura dell’animo umano. Non sono garantiti alcun atterraggio morbido, nè paracadute di sicurezza: tutta colpa di dio mette a nudo inquitudini quotidiane e cattivi pensieri, lasciando sempre il dubbio che, dietro al sorriso velenoso di una pagina, sia nascosta la stilettata feroce del piccolo mostro che ci alberga dentro.

Oreo Ooooreooo oreooooo…

In Tutto Il Mondo Ogni VOlta Che Un Biscotto OREO Incontra Il Fegato, Ulcera e Cancro riscoprono il gusto di stare insieme.

Dicono che questi strani biscotti americani appena arrivati in Italia freschi freschi facciano malissimo alla salute.

Devo provarli :-)

Sto per vomitare…

Quando l’ho visto non potevo crederci.

Pensavo fosse una trovata amatoriale di un parcheggiatore abusivo di Resina.

Invece è una cosa ufficiale, in cui Silvio ci ha messo la faccia. Ops, volevo dire il culo.

Vabbè tanto è la stessa cosa.