Sono il rumore che non senti più
sono steso tra le tue budella
rimbombo nella cassa toracica dei tuoi sogni spezzati
Sono il rumore della tua rabbia
sono l’eco delle tue grida
sono il pianoforte che non suoni più
sono un pizzico sulle corde di una chitarra rotta
sono il passo svelto che ti segue ovunque
Sono il rumore dei tuoi ricordi
sono lo straziante grido della tua infanzia
Sono dentro di te
sotto la tua pelle che cambia
sono nelle tue vene
scivolo via e ti rubo l’aria
Sono il suono che non senti più
ma che scalpita ancora
a volte mi chiamavi sogno
a volte mi chiamavi vita




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è sempre il dolore che ci riporta nei luoghi della nostra intimità mentale e ci spinge a scrivere per esorcizzarne il pudore. ben tornato nell’intestino pigro