Famme verè…
Vieni Silvio vieni, ca stamm scarz a munnezz…
E mo’ famm verè comm cazz a liev tutt sta munnezz…
E puortace pure a chella chiavica e Bossi, che quello il problema lo tiene proprio a cuore…

Accattatavillo.
Consigilio a tutti la lettura di questa raccolta di racconti, fresca fresca uscita in libreria
Ci tengo a precisare che io gli autori non li conosco proprio e che nessuno mi ha pagato per questa pubblicità.

I 7 peccati capitali per 7 racconti che affrontano ira, avarizia, superbia, gola, lussuria, accidia e invidia, lanciandosi in un viaggio a rotta di collo a bordo di un ottovolante senza cinture di sicurezza.
Dall’ironia di Angelo Petrella e Peppe Lanzetta alle profondità oscure di Riccardo Brun, dalle atmosfere inquietanti a tinte gialle di Maurizio De Giovanni alla prosa acida di Ciro Marino, dagli incubi alimentari di Luca Maiolino alle distorsioni psicologiche di Andrea Santojanni, il baraccone infernale di tutta colpa di dio procede velocissimo in un’eterna caduta libera nella metà oscura dell’animo umano. Non sono garantiti alcun atterraggio morbido, nè paracadute di sicurezza: tutta colpa di dio mette a nudo inquitudini quotidiane e cattivi pensieri, lasciando sempre il dubbio che, dietro al sorriso velenoso di una pagina, sia nascosta la stilettata feroce del piccolo mostro che ci alberga dentro.
La matematica.
Da ragazzino, quando frequentavo le medie e le superiori, i miei hanno speso soldi a palate per farmi fare ripetizioni di matematica.
Oggi ho 26 anni e aspetto che qualcuno mi spieghi la funzione delle funzioni nella vita di ogni giorno. Aspetto che qualcuno mi dica che una radice quadrata salverà questo fottuto mondo.
Buoni propositi per il 2008.
Trovare la felicità e poi metterglielo in culo lentamente, senza l’ausilio di vasellina e affini.
Fuck Xmas.
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L’ondata di gente in preda a raptus di follia che ti viene incontro. Che ti sbatte per l’aria, ti calpesta e se ne ha l’occasione ti sputa pure in faccia. La gente è piu’ buona a Natale…si come no…a me sembra che cacci il peggio del peggio.
Odio questa perversa follia consumistica del: IOFACCIOUNREGALOATEETUFAIUNREGALOAME. Ma se facessimo che nessuno regala un cazzo di niente a nessuno? Si risparmierebbe in denaro, benzina, corrente elettrica, nettezza urbana e soprattutto in salute.
E che dire delle grandi abbuffate capitone,panettone,struffoli,di nuovo capitone, di nuovo panettone e poi cotechino e lenticchie che porta bene al portafogli e all’intestino tenue?
Io il Natale lo schifo. Da sempre e sempre lo schiferò.
Se vuoi partecipare alla raccolta firme per il referendum per l’abrogazione del Natale, contattami in privato o fai una donazione di 50 Euro alla fondazione JINGLE BRUTT.
A Milano quando c’è la nebbia non si vede niente.
Che bello svegliarsi la mattina in una città triste e vuota e vedere il viale in cui vivi avvolto da una fitta nebbia.
Bello davvero…
Cannibale per caso.
A chi si chiedeva che fine avessero fatto i Neri per caso, ecco la risposta: se li è magnati sto tipo, tutti in un boccone.
And the winner is…
Il migliore spot di tutti i tempi, secondo il mio caccolosissimo e inutilissimo parere.
Diagnosi.
Al tempo si stanno cariando i denti
e non so che fare
se togliere il dente
o sentire ancora dolore
all’infinito
Al tempo fa male lo stomaco
gocciola sangue e linfa
piange anima e amarezza
Al tempo sta calando la vista
e nè da lontano, nè da vicino
riesce a trovare
la strada buona da attraversare.
Chi se ne fotte.

Chi se ne fotte se gli anni passano in fretta, senza chiedere il permesso.
Chi se ne fotte se è l’una di notte e lo stomaco brucia e urla.
Chi se ne fotte se mi guardo intorno e vedo una palla di merda che rotola.
Chi se ne fotte se questa stanza è senz’aria.
Chi se ne fotte se questa stanza costa 360 al mese, periferia merdosa di una città triste, stanza condivisa, appartamento condiviso, cesso e germi condivisi.
Chi se ne fotte se i riscaldamenti sono accessi fino alle 2 di notte e in casa ci sono 40 gradi a novembre.
Chi se ne fotte se questo buco puzza ed è pieno di polvere.
Chi se ne fotte se prendo la metro e mi inculo con un oceano di sconosciuti dalla faccia triste.
Chi se ne fotte se i sudori si mischiano, se le ascelle fetano, se non c’è un centimetro per respirare.
Chi se ne fotte se ho caldo fuori e freddo dentro.
Quando
Quando
nella vita ci sguazzavamo felici
quando ogni piccolo battito
era un rumore troppo forte
capace di far tremare notti, pareti e silenzi
Quando
le paure erano piccole ma immense
quando eravamo ancora fermi
con gli occhi spalancati a cercare questo domani
Quando
mi tremava il cuore
quando le parole erano pure e figlie dell’istinto
quando i sogni non avevano limiti
quando tutto era ancora possibile
quando mi fermo e penso
che vorrei voltarmi indietro
e riscoprire tutto questo…





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