La cacca tira.

Cacca d’autore davanti alle sede delle agenzie milanesi

Martedì notte le principali agenzie pubblicitarie milanesi, da Saatchi & Saatchi ad Ogilvy, da Lowe Pirella a McCann Erickson, sono state prese di mira da un’azione di guerrilla marketing. I creativi delle agenzie hanno trovato al loro ingresso in ufficio finti escrementi umani strategicamente posizionati sul marciapiede. La “merda” era firmata: “Unexpected ideas, unexpected couple. Produced by Art & Copy”. La coppia creativa, partendo dal bisogno primordiale dell’uomo di produrre e giocando sul doppio senso (ideativo/fisiologico) (“Create: have a motion”), ha voluto con questa operazione unconventional promuoversi presso i più importanti attori del settore creativo e pubblicitario.

(Tratto da dailyonline)

Ho portato il blog dal chirurgo plastico.

Gli ho rifatto le tette, le labbra e la veste grafica.

Bello eh?

Bello eh?

Bello eh?

Bello eh?

Magari se ogni tanto ci scrivessi pure qualcosa di serio e sensato sarebbe meglio.

Ma tanto di questi tempi conta piu’ il lookdi tutto il resto giusto?

Pubblicato in:  on Maggio 31, 2008 at 7:14 pm Lascia un Commento

Accattatavillo.

Consigilio a tutti la lettura di questa raccolta di racconti, fresca fresca uscita in libreria

Ci tengo a precisare che io gli autori non li conosco proprio e che nessuno mi ha pagato per questa pubblicità.

I 7 peccati capitali per 7 racconti che affrontano ira, avarizia, superbia, gola, lussuria, accidia e invidia, lanciandosi in un viaggio a rotta di collo a bordo di un ottovolante senza cinture di sicurezza.
Dall’ironia di Angelo Petrella e Peppe Lanzetta alle profondità oscure di Riccardo Brun, dalle atmosfere inquietanti a tinte gialle di Maurizio De Giovanni alla prosa acida di Ciro Marino, dagli incubi alimentari di Luca Maiolino alle distorsioni psicologiche di Andrea Santojanni, il baraccone infernale di tutta colpa di dio procede velocissimo in un’eterna caduta libera nella metà oscura dell’animo umano. Non sono garantiti alcun atterraggio morbido, nè paracadute di sicurezza: tutta colpa di dio mette a nudo inquitudini quotidiane e cattivi pensieri, lasciando sempre il dubbio che, dietro al sorriso velenoso di una pagina, sia nascosta la stilettata feroce del piccolo mostro che ci alberga dentro.

Oreo Ooooreooo oreooooo…

In Tutto Il Mondo Ogni VOlta Che Un Biscotto OREO Incontra Il Fegato, Ulcera e Cancro riscoprono il gusto di stare insieme.

Dicono che questi strani biscotti americani appena arrivati in Italia freschi freschi facciano malissimo alla salute.

Devo provarli :-)

Sto per vomitare…

Quando l’ho visto non potevo crederci.

Pensavo fosse una trovata amatoriale di un parcheggiatore abusivo di Resina.

Invece è una cosa ufficiale, in cui Silvio ci ha messo la faccia. Ops, volevo dire il culo.

Vabbè tanto è la stessa cosa.

Non ti dimenticheremo mai.

Silvio, io ti ammazzerò.

La ricetta di Silvio Berlusconi contro la precarietà? Sposarsi un ricco. La battuta, cui il leader del Pdl non ha saputo resistere, era diretta ad una studentessa che ieri nel corso del programma “Punto di Vista” del Tg2 gli chiedeva come fosse possibile per le coppie giovani mettere su famiglia senza la sicurezza di un posto, e un reddito, fisso.

“Io, da padre – ha risposto Berlusconi sorridendo – le consiglio di cercare di sposare il figlio di Berlusconi o qualcun altro del genere; e credo che, con il suo sorriso, se lo può certamente permettere”. Poi, ha elencato le proposte contenute nel programma del Pdl per aiutare i giovani, dalle agevolazioni sui mutui al piano-casa.

All’obiezione del conduttore della trasmissione, Maurizio Martinelli, che “di figli di Berlusconi in giro ce ne sono pochi” il Cavaliere, sempre sorridente, ha insistito: “Se dovessi dire qual è il consiglio più valido, penso sia quello che le ho dato all’inizio…”.

Tratto da Repubblica.it

Facebook…

Ok…mi sono iscritto anch’io a sta cagata.

Qualcuno può spiegarmi che cazzo di senso ha?

Pubblicato in:  on Febbraio 23, 2008 at 7:24 pm Commenti (1)

Buoni propositi per il 2008.

Trovare la felicità e poi metterglielo in culo lentamente, senza l’ausilio di vasellina e affini.

Piange il telefono…

Presidente bellissimo, come sta? Le posso infilare la lingua nell’orifizio per qualche minuto?…

Pubblicato in:  on Dicembre 20, 2007 at 3:56 pm Commenti (2)

Voglio un porco per Natale.

Devo assolutamente avere questo inutilissimo antistress giapponese, chiamato Lokuloku. E’ urgente!

Cannibale per caso.

A chi si chiedeva che fine avessero fatto i Neri per caso, ecco la risposta: se li è magnati sto tipo, tutti in un boccone.

Pubblicato in:  on Dicembre 5, 2007 at 10:28 am Commenti (1)

And the winner is…

Il migliore spot di tutti i tempi, secondo il mio caccolosissimo e inutilissimo parere.

Grazie al cazzo…Volume 2.

AUMENTANO i ragazzi che, per scelta o necessità, rimangono a vivere in casa dei genitori. Ma non solo. I giovani del nostro Paese marcano sempre di più le distanze dalla politica e dai luoghi di culto. E’ il quadro dei ragazzi italiani che emerge dall’ultima indagine Istat su, relativa al 2006, “La vita quotidiana”. Confrontando i dati con quelli dell’anno precedente, le preoccupazioni del ministro dell’Economia, Tommaso Padoa Schioppa – condite con la discussa definizione di “bamboccioni” – sono destinate ad aumentare. Nel 2006 i giovani celibi di età compresa fra i 18 anni e i 34 anni che vivono “con almeno un genitore” hanno oltrepassato la soglia del 60 per cento. Nel 2005 erano 59,5 su 100.

Ma nel ponderoso volume pubblicato ieri, che prende in considerazione un po’ tutti gli aspetti della vita quotidiana (vacanze, tempo libero, stili alimentari, sport, ed altro), l’istituto nazionale di statistica mette a disposizione anche i numeri che possono spiegare le probabili motivazioni di tanto attaccamento a mamma e papà. Infatti, l’aumento dei ragazzi che restano in famiglia è accompagnato dal decremento (dal 47,7 al 46,7 per cento) dei giovani che hanno la fortuna di potersi definire “occupati” e poter contare su uno stipendio. E dal parallelo incremento, pari a due punti percentuali, di coloro che si definiscono in “cerca di occupazione”.


Sembrerebbe quindi, almeno stando ai numeri, che i nostri giovani non siano affetti da “mammismo acuto” bensì dall’impossibilità di sostenersi anche quando non si è più ragazzini. Un popolo, quello dei 18/34enni che condivide ancora lo stesso tetto dei genitori, formato da 7 milioni 368 mila individui con netta prevalenza di uomini: oltre 4 milioni e 200 mila.

E accanto alle difficoltà di trovare un lavoro e una casa per andare a vivere da soli, fra i giovani, cresce anche la sfiducia nella politica. In appena 12 mesi il numero di coloro che “non si informano mai di politica” fa registrare un netto balzo in avanti. Fra i 18/19enni addirittura di 3 punti e mezzo: dal 32 al 35,4 per cento. Meno marcati, anche se consistenti, gli incrementi fra i 20/24enni e i 25/34enni. Il motivo di tanta lontananza dai palazzi della politica è presto detto. Alla maggior parte la politica “non interessa” proprio. Ma sono parecchi coloro che dichiarano espressamente la loro “sfiducia nella politica”, sentimento che attanaglia il 28,3 per cento dei 25/34enni, e quelli che la considerano troppo “complicata”.

Un senso di sfiducia che si allarga anche alla religione. Coloro che dichiarano apertamente di non recarsi “mai in un luogo di culto” è in forte aumento, soprattutto fra i giovanissimi di età compresa fra i 14 e 19 anni. Allontanamento da chiese e parrocchie confermato anche dai ragazzi che frequentano i luoghi di culto “almeno una volta a settimana”. Di “frequentatori modici”, fra i 14/17enni, nel 2005 se ne contavano 37,6 su 100. Nel breve volgere di un anno si è bruscamente scesi al 30,6 per cento. Disaffezione che in misura minore colpisce anche i 18/19enni e i 20/24enni. Solo fra i 25/34enni si registra un leggero recupero.

tratto da Repubblica.it

Pubblicato in:  on Novembre 7, 2007 at 2:22 pm Lascia un Commento

Geniale!

Spagna, ecco il bambolotto down
Costa 25 euro, vendite alle stelle

<B>Spagna, ecco il bambolotto down<br>Costa 25 euro, vendite alle stelle<br> </B>Baby Down

MADRID - Ha occhi, naso, bocca, mani, piedi, come i milioni e milioni di bambole vendute in tutto il mondo. Ma quella che sta andando a ruba, in tutta la Spagna, è un esemplare diverso dal solito, con una caratteristica molto particolare: il suo nome è Baby Dowm, e i suoi tratti somatici sono quelli di un bebè con la sindrome di Down.

Immessa sul mercato spagnolo al prezzo di 25 euro – tre dei quali andranno a favore della Fundacion Down Espana – la bambola è disponibile nella versione femminile e maschile. E, a quanto pare, sta incontrando il favore dei consumatori, che, sempre più numerosi, decidono di acquistarla. Attratti, probabilmente, da quello che è l’obiettivo esplicito dell’operazione: oltre a incrementare i fondi della ong, lo scopo infatti è quello di favorire “l’integrazione nella società” delle persone affette da questa alterazione cromosomica.

“Baby Down non ha nulla di speciale”, ha spiegato la portavoce dell’azienda produttrice, solo i tratti caratteristici di un bebè con la sindrome, “con le dita un po’ separate e la lingua un pochino all’infuori”.

La bambola, le cui vendite hanno superato le aspettative persino dei distributori, è concepita perché si conoscano le necessità dei bambini affetti dalla sindrome; ed è accompagnata da un foglietto che spiega quali sono le attività che si possono fare per sviluppare le capacità dei piccoli con l’alterazione cromosomica nota come Trisomia 21.

Tratto da Repubblica.it 

Pubblicato in:  on Ottobre 31, 2007 at 11:37 am Commenti (1)