Alibi

ECCO I MIEI PECCATI

STRAPPATI A UN DESTINO SBAGLIATO

ECCO LE MIE SCUSE

I MIEI NON SO

I MIEI FARO’

ANNULLO LO SCORRERE DEL TEMPO

IN GIORNI CHE SI RINCORRONO INUTILI

IDENTICI TRA LORO

NOIE PARALLELE

ATTIMI VUOTI DA BRUCIARE

ECCO I MIEI PECCATI

GIUDICATE LE MIE COLPE

EMETTETE LA DOLCE CONDANNA

ANNULLO OGNI SOGNO

NE FACCIO POLVERE PER DIMENTICARE

INSEGUO NUOVI ALIBI

INSEGUO NUOVO INVISIBILI ORIZZONTI

DIMENTICANDO ANCORA UNA VOLTA DI MANTENERE LE PROMESSE.

Pubblicato in: on Maggio 5, 2009 at 11:41 pm Lascia un Commento

Aria.

Come aria

riempi lo stomaco

ne fai quel che vuoi

tiri calci e pugni

fai sanguinare l’anima senza pietà

Come aria

indispensabile

pura

desiderata

riempi la testa e le vene

scorri dentro di me

viaggi tra ricordi e paure

Come aria sei

e adesso che sei tornata a scorrermi nelle vene

non avere pietà,

ti prego

fammi esplodere l’anima.

Pubblicato in: on Febbraio 3, 2009 at 10:06 pm Lascia un Commento

Accattatavillo. Volume 2.

Il secondo libro della casa editrice Ad est dell’Equatore: Airbag di Gianni Solla.

Io ho cominciato a leggerlo oggi e devo dire che Gianni Solla è proprio roba bbbbuona quando scrive.

Ps: Come al solito, io i tizi di questa casa editrice e l’autore non li conosco proprio e non mi assumo responsabilità legali per questa pubblicità.

Maurizio vive in una casa completamente vuota, lavora come programmatore in una software house, mangia solo cibi industriali, soffre di attacchi d’ira ed e’ vittima di una sessualità paranoide. Un guasto di un ripetitore della Telecom permette al suo televisore di ricevere l’audio delle conversazioni telefoniche degli abitanti del suo quartiere. Maurizio registra e cataloga i dialoghi, ne impara a memoria intere frasi e le usa per riconfigurare una propria nuova mappa emotiva. Viviana e’ obesa, e tutte le sere chiama il numero anti-violenza, sussurrando perché suo marito non la senta. Dal telefono al televisore di Maurizio: quelle telefonate diventano un’ossessione. Viviana diventa il suo Cristo con le bruciature di sigaretta sulle braccia, l’unica capace di redimerlo. La segue, ne traccia un profilo psicologico e, infine, si decide a incontrarla. Poi la morte del fratello di Maurizio, paralizzato a seguito di un incidente automobilistico, l’incontro con una squillo di lusso, il tango, i naziskin, una spirale di incastri narrativi.

Pubblicato in: on Maggio 31, 2008 at 10:17 pm Commenti (1)

Famme verè…

Vieni Silvio vieni, ca stamm scarz a munnezz…

E mo’ famm verè comm cazz a liev tutt sta munnezz…

E puortace pure a chella chiavica e Bossi, che quello il problema lo tiene proprio a cuore…

Pubblicato in: on Maggio 17, 2008 at 6:17 pm Lascia un Commento

Accattatavillo.

Consigilio a tutti la lettura di questa raccolta di racconti, fresca fresca uscita in libreria

Ci tengo a precisare che io gli autori non li conosco proprio e che nessuno mi ha pagato per questa pubblicità.

I 7 peccati capitali per 7 racconti che affrontano ira, avarizia, superbia, gola, lussuria, accidia e invidia, lanciandosi in un viaggio a rotta di collo a bordo di un ottovolante senza cinture di sicurezza.
Dall’ironia di Angelo Petrella e Peppe Lanzetta alle profondità oscure di Riccardo Brun, dalle atmosfere inquietanti a tinte gialle di Maurizio De Giovanni alla prosa acida di Ciro Marino, dagli incubi alimentari di Luca Maiolino alle distorsioni psicologiche di Andrea Santojanni, il baraccone infernale di tutta colpa di dio procede velocissimo in un’eterna caduta libera nella metà oscura dell’animo umano. Non sono garantiti alcun atterraggio morbido, nè paracadute di sicurezza: tutta colpa di dio mette a nudo inquitudini quotidiane e cattivi pensieri, lasciando sempre il dubbio che, dietro al sorriso velenoso di una pagina, sia nascosta la stilettata feroce del piccolo mostro che ci alberga dentro.

La matematica.

Da ragazzino, quando frequentavo le medie e le superiori, i miei hanno speso soldi a palate per farmi fare ripetizioni di matematica.

Oggi ho 26 anni e aspetto che qualcuno mi spieghi la funzione delle funzioni nella vita di ogni giorno. Aspetto che qualcuno mi dica che una radice quadrata salverà questo fottuto mondo.

Pubblicato in: on Febbraio 2, 2008 at 5:18 pm Commenti (1)

Stupro.

La terra gravida

inseminata da seme putrido

e dalla merda del diavolo

La terra stuprata

raccoglie piscia e resti di vita

avanzi di quelli che chiamavamo sogni

La terra che mi ha dato la vita

la terra che mi ha nutrito il sangue

ora si nutre degli scarti

di un’umanità in declino

si gonfia il petto di rabbia e vergogna

si gonfia il petto in cerca di aria pulita

in cerca di orgoglio e dignità.

La terra che ho amato e odiato

la terra che è mia, che è di tutti e che non è di nessuno

la terra che ho calpestato a piedi nudi

la terra che sapeva di sale e di libertà

ora ha il sapore di una triste agonia.

Pubblicato in: on Gennaio 13, 2008 at 2:06 am Commenti (1)

Fuck Xmas.

 

L’ondata di gente in preda a raptus di follia che ti viene incontro. Che ti sbatte per l’aria, ti calpesta e se ne ha l’occasione ti sputa pure in faccia. La gente è piu’ buona a Natale…si come no…a me sembra che cacci il peggio del peggio.

Odio questa perversa follia consumistica del: IOFACCIOUNREGALOATEETUFAIUNREGALOAME. Ma se facessimo che nessuno regala un cazzo di niente a nessuno? Si risparmierebbe in denaro, benzina, corrente elettrica, nettezza urbana e soprattutto in salute.

E che dire delle grandi abbuffate capitone,panettone,struffoli,di nuovo capitone, di nuovo panettone e poi cotechino e lenticchie che porta bene al portafogli e all’intestino tenue?

Io il Natale lo schifo. Da sempre e sempre lo schiferò.

Se vuoi partecipare alla raccolta firme per il referendum per l’abrogazione del Natale, contattami in privato o fai una donazione di 50 Euro alla fondazione JINGLE BRUTT.

Voglio un porco per Natale.

Devo assolutamente avere questo inutilissimo antistress giapponese, chiamato Lokuloku. E’ urgente!

A Milano quando c’è la nebbia non si vede niente.

Che bello svegliarsi la mattina in una città triste e vuota e vedere il viale in cui vivi avvolto da una fitta nebbia.

Bello davvero…

Pubblicato in: on Dicembre 11, 2007 at 11:35 am Commenti (4)

Filosofi dei nostri giorni. Seconda puntata.

Extreme solutions.

Problema: Una massa di deficienti sta rovinando lo sporto piu’ bello del mondo.

Soluzione: Stop ai campionati per un anno. Organizzare ogni domenica gare di mazzate tra gli ultras delle varie squadre negli stadi, con tanto di pubblico, arbitro e telecronaca stile wrestling di Dan Peterson.

Obiettivo: Lasciare che si scannino tra di loro fino alla completa estinzione della razza ultra’ violento.

Risultato: Far sì che il calcio torni a essere uno sport. Solo e soltanto uno spot.

Pubblicato in: on Novembre 15, 2007 at 2:23 pm Commenti (1)

Diagnosi.

 

Al tempo si stanno cariando i denti

e non so che fare

se togliere il dente

o sentire ancora dolore

all’infinito

Al tempo fa male lo stomaco

gocciola sangue e linfa

piange anima e amarezza

Al tempo sta calando la vista

e nè da lontano, nè da vicino

riesce a trovare

la strada buona da attraversare.

Pubblicato in: on Novembre 13, 2007 at 11:13 pm Lascia un Commento

Chi se ne fotte.

 

Chi se ne fotte se gli anni passano in fretta, senza chiedere il permesso.

Chi se ne fotte se è l’una di notte e lo stomaco brucia e urla.

Chi se ne fotte se mi guardo intorno e vedo una palla di merda che rotola.

Chi se ne fotte se questa stanza è senz’aria.

Chi se ne fotte se questa stanza costa 360 al mese, periferia merdosa di una città triste, stanza condivisa, appartamento condiviso, cesso e germi condivisi.

Chi se ne fotte se i riscaldamenti sono accessi fino alle 2 di notte e in casa ci sono 40 gradi a novembre.

Chi se ne fotte se questo buco puzza ed è pieno di polvere.

Chi se ne fotte se prendo la metro e mi inculo con un oceano di sconosciuti dalla faccia triste.

Chi se ne fotte se i sudori si mischiano, se le ascelle fetano, se non c’è un centimetro per respirare.

Chi se ne fotte se ho caldo fuori e freddo dentro.

Pubblicato in: on Novembre 9, 2007 at 12:42 am Lascia un Commento

Grazie al cazzo…Volume 2.

AUMENTANO i ragazzi che, per scelta o necessità, rimangono a vivere in casa dei genitori. Ma non solo. I giovani del nostro Paese marcano sempre di più le distanze dalla politica e dai luoghi di culto. E’ il quadro dei ragazzi italiani che emerge dall’ultima indagine Istat su, relativa al 2006, “La vita quotidiana”. Confrontando i dati con quelli dell’anno precedente, le preoccupazioni del ministro dell’Economia, Tommaso Padoa Schioppa – condite con la discussa definizione di “bamboccioni” – sono destinate ad aumentare. Nel 2006 i giovani celibi di età compresa fra i 18 anni e i 34 anni che vivono “con almeno un genitore” hanno oltrepassato la soglia del 60 per cento. Nel 2005 erano 59,5 su 100.

Ma nel ponderoso volume pubblicato ieri, che prende in considerazione un po’ tutti gli aspetti della vita quotidiana (vacanze, tempo libero, stili alimentari, sport, ed altro), l’istituto nazionale di statistica mette a disposizione anche i numeri che possono spiegare le probabili motivazioni di tanto attaccamento a mamma e papà. Infatti, l’aumento dei ragazzi che restano in famiglia è accompagnato dal decremento (dal 47,7 al 46,7 per cento) dei giovani che hanno la fortuna di potersi definire “occupati” e poter contare su uno stipendio. E dal parallelo incremento, pari a due punti percentuali, di coloro che si definiscono in “cerca di occupazione”.


Sembrerebbe quindi, almeno stando ai numeri, che i nostri giovani non siano affetti da “mammismo acuto” bensì dall’impossibilità di sostenersi anche quando non si è più ragazzini. Un popolo, quello dei 18/34enni che condivide ancora lo stesso tetto dei genitori, formato da 7 milioni 368 mila individui con netta prevalenza di uomini: oltre 4 milioni e 200 mila.

E accanto alle difficoltà di trovare un lavoro e una casa per andare a vivere da soli, fra i giovani, cresce anche la sfiducia nella politica. In appena 12 mesi il numero di coloro che “non si informano mai di politica” fa registrare un netto balzo in avanti. Fra i 18/19enni addirittura di 3 punti e mezzo: dal 32 al 35,4 per cento. Meno marcati, anche se consistenti, gli incrementi fra i 20/24enni e i 25/34enni. Il motivo di tanta lontananza dai palazzi della politica è presto detto. Alla maggior parte la politica “non interessa” proprio. Ma sono parecchi coloro che dichiarano espressamente la loro “sfiducia nella politica”, sentimento che attanaglia il 28,3 per cento dei 25/34enni, e quelli che la considerano troppo “complicata”.

Un senso di sfiducia che si allarga anche alla religione. Coloro che dichiarano apertamente di non recarsi “mai in un luogo di culto” è in forte aumento, soprattutto fra i giovanissimi di età compresa fra i 14 e 19 anni. Allontanamento da chiese e parrocchie confermato anche dai ragazzi che frequentano i luoghi di culto “almeno una volta a settimana”. Di “frequentatori modici”, fra i 14/17enni, nel 2005 se ne contavano 37,6 su 100. Nel breve volgere di un anno si è bruscamente scesi al 30,6 per cento. Disaffezione che in misura minore colpisce anche i 18/19enni e i 20/24enni. Solo fra i 25/34enni si registra un leggero recupero.

tratto da Repubblica.it

Pubblicato in: on Novembre 7, 2007 at 2:22 pm Lascia un Commento