Silvio, io ti ammazzerò.

La ricetta di Silvio Berlusconi contro la precarietà? Sposarsi un ricco. La battuta, cui il leader del Pdl non ha saputo resistere, era diretta ad una studentessa che ieri nel corso del programma “Punto di Vista” del Tg2 gli chiedeva come fosse possibile per le coppie giovani mettere su famiglia senza la sicurezza di un posto, e un reddito, fisso.

“Io, da padre – ha risposto Berlusconi sorridendo – le consiglio di cercare di sposare il figlio di Berlusconi o qualcun altro del genere; e credo che, con il suo sorriso, se lo può certamente permettere”. Poi, ha elencato le proposte contenute nel programma del Pdl per aiutare i giovani, dalle agevolazioni sui mutui al piano-casa.

All’obiezione del conduttore della trasmissione, Maurizio Martinelli, che “di figli di Berlusconi in giro ce ne sono pochi” il Cavaliere, sempre sorridente, ha insistito: “Se dovessi dire qual è il consiglio più valido, penso sia quello che le ho dato all’inizio…”.

Tratto da Repubblica.it

Buoni propositi per il 2008.

Trovare la felicità e poi metterglielo in culo lentamente, senza l’ausilio di vasellina e affini.

Fuck Xmas.

 

L’ondata di gente in preda a raptus di follia che ti viene incontro. Che ti sbatte per l’aria, ti calpesta e se ne ha l’occasione ti sputa pure in faccia. La gente è piu’ buona a Natale…si come no…a me sembra che cacci il peggio del peggio.

Odio questa perversa follia consumistica del: IOFACCIOUNREGALOATEETUFAIUNREGALOAME. Ma se facessimo che nessuno regala un cazzo di niente a nessuno? Si risparmierebbe in denaro, benzina, corrente elettrica, nettezza urbana e soprattutto in salute.

E che dire delle grandi abbuffate capitone,panettone,struffoli,di nuovo capitone, di nuovo panettone e poi cotechino e lenticchie che porta bene al portafogli e all’intestino tenue?

Io il Natale lo schifo. Da sempre e sempre lo schiferò.

Se vuoi partecipare alla raccolta firme per il referendum per l’abrogazione del Natale, contattami in privato o fai una donazione di 50 Euro alla fondazione JINGLE BRUTT.

Voglio un porco per Natale.

Devo assolutamente avere questo inutilissimo antistress giapponese, chiamato Lokuloku. E’ urgente!

La battuta più divertente dell’anno.

“Sento che in questo momento in Italia non sono fungibile, quindi finché sarà necessario, finché non ci sarà qualcuno a cui passare il testimone, resterò qui per il mio Paese, disposto anche a morire” ha detto Berlusconi durante un incontro con i giovani del circolo di Marcello Dell’Utri. “Non ho nessuna ambizione politica, tutto quello che faccio è per senso di responsabilità con il mio Paese, perché ho già avuto modo di realizzare il mio sogno”.

Silvio Berlusconi. 13 dicembre 2007.

Pubblicato in: on Dicembre 13, 2007 at 3:35 pm Commenti (1)

Filosofi dei nostri giorni. Seconda puntata.

Filosofi dei nostri giorni. Prima puntata.

Pubblicato in: on Novembre 23, 2007 at 1:58 pm Commenti (2)

And the winner is…

Il migliore spot di tutti i tempi, secondo il mio caccolosissimo e inutilissimo parere.

Extreme solutions.

Problema: Una massa di deficienti sta rovinando lo sporto piu’ bello del mondo.

Soluzione: Stop ai campionati per un anno. Organizzare ogni domenica gare di mazzate tra gli ultras delle varie squadre negli stadi, con tanto di pubblico, arbitro e telecronaca stile wrestling di Dan Peterson.

Obiettivo: Lasciare che si scannino tra di loro fino alla completa estinzione della razza ultra’ violento.

Risultato: Far sì che il calcio torni a essere uno sport. Solo e soltanto uno spot.

Pubblicato in: on Novembre 15, 2007 at 2:23 pm Commenti (1)

Diagnosi.

 

Al tempo si stanno cariando i denti

e non so che fare

se togliere il dente

o sentire ancora dolore

all’infinito

Al tempo fa male lo stomaco

gocciola sangue e linfa

piange anima e amarezza

Al tempo sta calando la vista

e nè da lontano, nè da vicino

riesce a trovare

la strada buona da attraversare.

Pubblicato in: on Novembre 13, 2007 at 11:13 pm Lascia un Commento

Grazie al cazzo…

Milano, 5 nov. (Adnkronos Salute) – Stress, isolamento sociale e ambiente ostile. Questi gli ingredienti del ‘mal di città’, un’epidemia in crescita che moltiplica il rischio di umore nero e ansia, dipendenza da alcolici e sostanze stupefacenti, e che aumenta di quasi un terzo il pericolo di schizofrenia. Risultato: ogni anno circa 100 mila milanesi, e almeno 500 mila lombardi, cadono nel tunnel della depressione. In particolare le donne e gli over 64, che più degli altri patiscono gli effetti di una società indifferente, la sensazione di vivere soli pur in mezzo a tanta gente.

“I numeri del problema sono frutto di stime ottimistiche e la realtà è ben più grave”, spiega Claudio Mencacci, direttore del Dipartimento di psichiatria dell’ospedale Fatebenefratelli di Milano, oggi durante un incontro sul malessere urbano. E “per soffrirne non serve vivere in una metropoli – avverte l’esperto – E’ sufficiente abitare in una città con almeno 200 mila abitanti”. Le cifre parlano da sole. “Secondo i dati raccolti dall’Asl Città di Milano – riferisce Mencacci – tra il 2005 e il 2006 il numero di assistiti che hanno assunto antidepressivi è aumentato del 3,6%, da 81.821 a 84.805; le prescrizioni di questi farmaci sono salite del 2,8%, anche se la spesa si è ridotta del 10,1% (da oltre 11,7 milioni di euro a quasi 10,6 milioni), grazie al maggior impiego di generici e al minore prezzo delle molecole a brevetto scaduto”. E le curve di crescita parlano di un allarme soltanto agli inizi, se si pensa che “entro il 2020 la depressione maggiore sarà al secondo posto fra le prime cause di disabilità, mentre nel 1990 era al quarto”, ricorda lo specialista.

Insomma, “la città ha bisogno di più attenzione e bisogna prepararci per tempo”, è il monito. Condiviso anche da Antonio Mobilia, direttore generale dell’Asl meneghina: “In Italia assistiamo a un’iperallocazione di risorse, non solo in termini di soldi, ma anche di personale, su aree ormai di minore emergenza”, osserva. La psichiatria è spesso ‘cenerentola’, ma “di fronte a numeri sempre più in alti è necessario attrezzarci ora per non ritrovarci poi in ritardo”, dice. Parola di esperti, insomma, l’Sos ‘depressione da città’ è destinato a dilagare, considerando che nel 2030 i nuclei urbani ‘cattureranno’ circa 5,1 miliardi di persone sull’intera popolazione mondiale, riflette Mencacci. “Studi internazionali – continua lo psichiatra – hanno dimostrato che essere nato e cresciuto fino a 13 anni in città accresce del 30% il rischio di schizofrenia, e che con l’aumentare del livello di urbanizzazione le probabilità di depressione passano dal 12% al 20%”. Non solo. Dalle ricerche emerge che “vita frenetica, deprivazione sociale, ed eventi avversi favoriscono lo sviluppo di psicopatie e di ’schiavitù’ da alcol e droghe“. E analizzando le ’sacche’ di maggior fragilità, “le indagini rivelano che la depressione metropolitana minaccia soprattutto le donne: per la mancanza di amici e di aiuto concreto da parte dei vicini”.

E così, dei 100 mila milanesi over 14 che ogni anno scivolano nella spirale del mal di vivere, 70 mila sono donne: “Rischiano almeno il doppio rispetto agli uomini, eppure i dati Asl ci dicono che ricevono dosaggi di farmaci più bassi di quelli prescritti ai maschi”, fa notare Mencacci. “In città, fra il 2005 e il 2006 – prosegue – le donne che assumono antidepressivi sono aumentate del 4,1% (da 57.133 a 59.465) e le prescrizioni del 4,7%. Sono quindi le più vulnerabili insieme agli anziani: gli over 64 in terapia antidepressiva sono cresciuti del 7,4% (da 37.763 a 40.553) e le prescrizioni dell’8,5%”. Il ‘record’ del rischio riguarda dunque le donne ultra64enni, con un “+7,4% delle assistite in cura antidepressiva (da 27.314 a 29.333) e un +8,8% del numero di prescrizioni”. In sintesi, le milanesi over 64 giustificano il 68% dell’aumento dei cittadini in trattamento e l’82% del ‘balzo’ in avanti delle prescrizioni di medicinali ad hoc. Sempre fra il 2005 e il 2006, calano invece del 13,5% (da 2.019 a 1.746) i milanesi under 25 che ricevono antidepressivi, e le prescrizioni in questa fascia d’età si riducono dell’8,5% “perché le indicazioni sull’impiego di tali farmaci negli adolescenti sono diventate più rigide”, commenta Mencacci.

In conclusione, i più indifesi contro la ‘morsa’ dello stress urbano restano le donne e gli anziani, e da qui bisogna partire per definire soluzioni mirate: “Rispondere a questa emergenza è possibile – è convinto lo psichiatra – a patto però di individuare le aree di maggior fragilità e di lavorare tutti insieme affinché la parola prevenzione venga prima di ogni altra in qualunque intervento”. Ed è proprio questa la ‘politica’ seguita dal Fatebenefratelli: “un approccio preventivo volto a intercettare i bisogni prima che sia troppo tardi”, precisa il direttore generale dell’azienda, Roberto Testa. Di ‘mal di città’ si parla solo quando qualcuno viene trovato morto in casa o spara da un balcone, denunciano gli specialisti, “e non è giusto che le aree urbane non possano contare su più risorse di quelle rurali”, dice Mencacci.

L’esperto ricorda l’impegno del Fatebenefratelli contro la depressione ‘in rosa’, con i progetti Depressione Post partum (in collaborazione con l’Asl e l’assessorato alla Salute del Comune di Milano) e Depressione pre-menopausa (con la Medicina generale Asl). “Questa alleanza ospedali-territorio prova che collaborare ad attività concrete si può – riprende Mobilia – In psichiatria, dal 1999-2000 ad oggi abbiamo aumentato gli investimenti da 3,5 a 70 milioni di euro, e abbiamo creato una Struttura complessa per coordinare i 6 Dipartimenti ospedalieri di Salute mentale attivi a Milano. Ma oggi seguiamo solo il 50% di chi avrebbe bisogno di terapie e dovremo essere in grado di raddoppiare l’assistenza”.

fonte: ADNKRONOS

Pubblicato in: on Novembre 6, 2007 at 9:45 am Lascia un Commento

Geniale!

Spagna, ecco il bambolotto down
Costa 25 euro, vendite alle stelle

<B>Spagna, ecco il bambolotto down<br>Costa 25 euro, vendite alle stelle<br> </B>Baby Down

MADRID - Ha occhi, naso, bocca, mani, piedi, come i milioni e milioni di bambole vendute in tutto il mondo. Ma quella che sta andando a ruba, in tutta la Spagna, è un esemplare diverso dal solito, con una caratteristica molto particolare: il suo nome è Baby Dowm, e i suoi tratti somatici sono quelli di un bebè con la sindrome di Down.

Immessa sul mercato spagnolo al prezzo di 25 euro – tre dei quali andranno a favore della Fundacion Down Espana – la bambola è disponibile nella versione femminile e maschile. E, a quanto pare, sta incontrando il favore dei consumatori, che, sempre più numerosi, decidono di acquistarla. Attratti, probabilmente, da quello che è l’obiettivo esplicito dell’operazione: oltre a incrementare i fondi della ong, lo scopo infatti è quello di favorire “l’integrazione nella società” delle persone affette da questa alterazione cromosomica.

“Baby Down non ha nulla di speciale”, ha spiegato la portavoce dell’azienda produttrice, solo i tratti caratteristici di un bebè con la sindrome, “con le dita un po’ separate e la lingua un pochino all’infuori”.

La bambola, le cui vendite hanno superato le aspettative persino dei distributori, è concepita perché si conoscano le necessità dei bambini affetti dalla sindrome; ed è accompagnata da un foglietto che spiega quali sono le attività che si possono fare per sviluppare le capacità dei piccoli con l’alterazione cromosomica nota come Trisomia 21.

Tratto da Repubblica.it 

Pubblicato in: on Ottobre 31, 2007 at 11:37 am Commenti (1)

Perchè decisi di non fare lo psicologo. Volume 3.

Per non diventare come quest’uomo.

 

(Nella foto Raffele Morelli, psicologo psichiatra psciominchiologo psicocazzutologo, autore di libri di succeso dai titoli superintelligenti: Come essere felice, come essere forzuto, come essere strafigo etc etc.
Pubblicato in: on Ottobre 18, 2007 at 8:52 pm Lascia un Commento

Perchè decisi di non fare lo psicologo. Volume 2.

Perchè a Londra ho visitato la casa di Freud.

Pessimo gusto per l’arredamento.

Pubblicato in: on Ottobre 11, 2007 at 7:37 pm Commenti (1)

Perchè decisi di non fare lo psicologo. Volume 1.

Perchè non avrei mai sopportato pazienti con l’invidia del pene.

Il mio pistolino non deve invidiarlo nessuno.

Pubblicato in: on Ottobre 8, 2007 at 5:44 pm Lascia un Commento