Accattatavillo. Volume 2.
Il secondo libro della casa editrice Ad est dell’Equatore: Airbag di Gianni Solla.
Io ho cominciato a leggerlo oggi e devo dire che Gianni Solla è proprio roba bbbbuona quando scrive.
Ps: Come al solito, io i tizi di questa casa editrice e l’autore non li conosco proprio e non mi assumo responsabilità legali per questa pubblicità.

Maurizio vive in una casa completamente vuota, lavora come programmatore in una software house, mangia solo cibi industriali, soffre di attacchi d’ira ed e’ vittima di una sessualità paranoide. Un guasto di un ripetitore della Telecom permette al suo televisore di ricevere l’audio delle conversazioni telefoniche degli abitanti del suo quartiere. Maurizio registra e cataloga i dialoghi, ne impara a memoria intere frasi e le usa per riconfigurare una propria nuova mappa emotiva. Viviana e’ obesa, e tutte le sere chiama il numero anti-violenza, sussurrando perché suo marito non la senta. Dal telefono al televisore di Maurizio: quelle telefonate diventano un’ossessione. Viviana diventa il suo Cristo con le bruciature di sigaretta sulle braccia, l’unica capace di redimerlo. La segue, ne traccia un profilo psicologico e, infine, si decide a incontrarla. Poi la morte del fratello di Maurizio, paralizzato a seguito di un incidente automobilistico, l’incontro con una squillo di lusso, il tango, i naziskin, una spirale di incastri narrativi.
Ho portato il blog dal chirurgo plastico.
Gli ho rifatto le tette, le labbra e la veste grafica.
Bello eh?
Bello eh?
Bello eh?
Bello eh?
Magari se ogni tanto ci scrivessi pure qualcosa di serio e sensato sarebbe meglio.
Ma tanto di questi tempi conta piu’ il lookdi tutto il resto giusto?
Accattatavillo.
Consigilio a tutti la lettura di questa raccolta di racconti, fresca fresca uscita in libreria
Ci tengo a precisare che io gli autori non li conosco proprio e che nessuno mi ha pagato per questa pubblicità.

I 7 peccati capitali per 7 racconti che affrontano ira, avarizia, superbia, gola, lussuria, accidia e invidia, lanciandosi in un viaggio a rotta di collo a bordo di un ottovolante senza cinture di sicurezza.
Dall’ironia di Angelo Petrella e Peppe Lanzetta alle profondità oscure di Riccardo Brun, dalle atmosfere inquietanti a tinte gialle di Maurizio De Giovanni alla prosa acida di Ciro Marino, dagli incubi alimentari di Luca Maiolino alle distorsioni psicologiche di Andrea Santojanni, il baraccone infernale di tutta colpa di dio procede velocissimo in un’eterna caduta libera nella metà oscura dell’animo umano. Non sono garantiti alcun atterraggio morbido, nè paracadute di sicurezza: tutta colpa di dio mette a nudo inquitudini quotidiane e cattivi pensieri, lasciando sempre il dubbio che, dietro al sorriso velenoso di una pagina, sia nascosta la stilettata feroce del piccolo mostro che ci alberga dentro.
La matematica.
Da ragazzino, quando frequentavo le medie e le superiori, i miei hanno speso soldi a palate per farmi fare ripetizioni di matematica.
Oggi ho 26 anni e aspetto che qualcuno mi spieghi la funzione delle funzioni nella vita di ogni giorno. Aspetto che qualcuno mi dica che una radice quadrata salverà questo fottuto mondo.
Stupro.
La terra gravida
inseminata da seme putrido
e dalla merda del diavolo
La terra stuprata
raccoglie piscia e resti di vita
avanzi di quelli che chiamavamo sogni
La terra che mi ha dato la vita
la terra che mi ha nutrito il sangue
ora si nutre degli scarti
di un’umanità in declino
si gonfia il petto di rabbia e vergogna
si gonfia il petto in cerca di aria pulita
in cerca di orgoglio e dignità.
La terra che ho amato e odiato
la terra che è mia, che è di tutti e che non è di nessuno
la terra che ho calpestato a piedi nudi
la terra che sapeva di sale e di libertà
ora ha il sapore di una triste agonia.

Buoni propositi per il 2008.
Trovare la felicità e poi metterglielo in culo lentamente, senza l’ausilio di vasellina e affini.
Fuck Xmas.
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L’ondata di gente in preda a raptus di follia che ti viene incontro. Che ti sbatte per l’aria, ti calpesta e se ne ha l’occasione ti sputa pure in faccia. La gente è piu’ buona a Natale…si come no…a me sembra che cacci il peggio del peggio.
Odio questa perversa follia consumistica del: IOFACCIOUNREGALOATEETUFAIUNREGALOAME. Ma se facessimo che nessuno regala un cazzo di niente a nessuno? Si risparmierebbe in denaro, benzina, corrente elettrica, nettezza urbana e soprattutto in salute.
E che dire delle grandi abbuffate capitone,panettone,struffoli,di nuovo capitone, di nuovo panettone e poi cotechino e lenticchie che porta bene al portafogli e all’intestino tenue?
Io il Natale lo schifo. Da sempre e sempre lo schiferò.
Se vuoi partecipare alla raccolta firme per il referendum per l’abrogazione del Natale, contattami in privato o fai una donazione di 50 Euro alla fondazione JINGLE BRUTT.
And the winner is…
Il migliore spot di tutti i tempi, secondo il mio caccolosissimo e inutilissimo parere.
Diagnosi.
Al tempo si stanno cariando i denti
e non so che fare
se togliere il dente
o sentire ancora dolore
all’infinito
Al tempo fa male lo stomaco
gocciola sangue e linfa
piange anima e amarezza
Al tempo sta calando la vista
e nè da lontano, nè da vicino
riesce a trovare
la strada buona da attraversare.
Chi se ne fotte.

Chi se ne fotte se gli anni passano in fretta, senza chiedere il permesso.
Chi se ne fotte se è l’una di notte e lo stomaco brucia e urla.
Chi se ne fotte se mi guardo intorno e vedo una palla di merda che rotola.
Chi se ne fotte se questa stanza è senz’aria.
Chi se ne fotte se questa stanza costa 360 al mese, periferia merdosa di una città triste, stanza condivisa, appartamento condiviso, cesso e germi condivisi.
Chi se ne fotte se i riscaldamenti sono accessi fino alle 2 di notte e in casa ci sono 40 gradi a novembre.
Chi se ne fotte se questo buco puzza ed è pieno di polvere.
Chi se ne fotte se prendo la metro e mi inculo con un oceano di sconosciuti dalla faccia triste.
Chi se ne fotte se i sudori si mischiano, se le ascelle fetano, se non c’è un centimetro per respirare.
Chi se ne fotte se ho caldo fuori e freddo dentro.
Quando
Quando
nella vita ci sguazzavamo felici
quando ogni piccolo battito
era un rumore troppo forte
capace di far tremare notti, pareti e silenzi
Quando
le paure erano piccole ma immense
quando eravamo ancora fermi
con gli occhi spalancati a cercare questo domani
Quando
mi tremava il cuore
quando le parole erano pure e figlie dell’istinto
quando i sogni non avevano limiti
quando tutto era ancora possibile
quando mi fermo e penso
che vorrei voltarmi indietro
e riscoprire tutto questo…
Saldi di autunno.
Giovane imprenditore milanese, con passato da presidente del consiglio e futuro da incubo, cerca onorevoli disposti a vendere il proprio culo per spostarlo da una poltrona all’altra del parlamento. Sono richieste mancanza di trasparenza, disonestà intellettuale e voglia di pararsi il culo prima che sia troppo tardi. No perditempo, sì a ceppaloniani in crisi mistica, ex comunisti convertiti al clero, ex esponenti di spicco di cosa nostra ed ex vallette della tv. Disponibilità al part time (tanto in parlamento puoi andarci anche una volta all’anno, lo stipendio te lo infili in tasca lo stesso), ottime possibilità di lauto guadagno sin da subito (per maggiori informazioni sulle tariffe contattare Bonaiuti o Fede, chiamare dopo i pasti che durante c’ha la lingua impegnata sul culo del capo).

Memorie delle mie ossa.
Nostalgia
di giorni passati tra noia e sogni soffocati
nostalgia di un niente
fatto di ore e minuti
incollati tra loro
tra mura claustrofobiche e umide
tra ossa rotte e neuroni intossicati
Nostalgia
di una vita scivolata tra le mani
di un me stesso che non ricordo più
di una vita vecchia
condita da attimi di luce in contorni di buio
nostalgia di nonsochecosasia
nostalgia dolce e amara compagnia
nostalgia fottuta nostalgia
Perchè decisi di non fare lo psicologo. Volume 2.
Perchè a Londra ho visitato la casa di Freud.
Pessimo gusto per l’arredamento.






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